“Understanding who OpenStreetMap users are.” Comprendere chi sono gli utenti di OpenStreetMap significa esplorare una comunità globale impegnata nella costruzione di uno strumento di mappatura libero, aperto e collaborativo.
Lanciato nel 2004, il database libero OpenStreetMap (OSM) è cresciuto fino a diventare una delle più grandi risorse di mappatura globale. I dati geospaziali utilizzati vengono distribuiti con licenza libera, consentendo la diffusione e la modifica dei contenuti a chiunque, per qualsiasi scopo, anche commerciale. Dal 2016, OSM è formalmente tra i progetti promossi dall’associazione Wikimedia Italia, particolarmente attiva nell’organizzare incontri, eventi e workshop, rintracciando punti comuni tra progetti diversi.
Un recente sondaggio condotto dal Dipartimento di Design dell’Università di Brasilia ha permesso di delineare il profilo, l’utilizzo e le aspettative di coloro che contribuiscono a OSM.
I risultati del sondaggio
La prima osservazione riguarda il profilo demografico degli utenti: la maggior parte ha un’età compresa tra i 18 e i 44 anni, con una concentrazione nella fascia 25-34.
La comunità ha una forte impronta internazionale: Germania, Brasile, Spagna e Italia sono tra i paesi più rappresentati e oltre il 70% degli utenti non madrelingua inglese possiede competenze intermedie o avanzate, essenziali per la collaborazione globale.
Un dato interessante riguarda l’eterogeneità della comunità: solo un terzo lavora o studia nel campo dei Sistemi Informativi Geografici (GIS), dimostrando come il desiderio di contribuire attragga anche appassionati e volontari.
Come gli utenti definiscono e interagiscono con OpenStreetMap
Gli utenti percepiscono OSM in modi diversi: molti lo vedono come un “database geografico”, evidenziandone l’utilizzo tecnico, mentre altri lo definiscono come una “mappa collaborativa”. Alcuni, invece, lo paragonano alla “Wikipedia delle mappe”, richiamando il modello partecipativo di entrambi i progetti.
La piattaforma viene scoperta soprattutto tramite app che utilizzano i suoi dati, ricerche online e social media. L’utilizzo principale rimane la navigazione GPS, seguita dall’impiego per scopi lavorativi o accademici.
Le conclusioni
Nonostante i numerosi punti di forza, il sondaggio ha fatto luce su alcune aree critiche. La funzione di ricerca è spesso considerata poco intuitiva, con risultati spesso confusi o difficili da interpretare. Anche lo strumento “Note”, che permette di lasciare segnalazioni sulla mappa, è utilizzato di rado, segnalando la necessità di un’interfaccia più accessibile. Inoltre, circa il 30% degli utenti trova complicato connettersi con altri mappatori, limitando così il potenziale collaborativo della piattaforma.
Le sfide di OSM derivano dalla sua stessa ambizione: rendere alcuni strumenti più intuitivi e accessibili consentirà di coinvolgere anche i meno esperti, rafforzando il dialogo tra i mappatori e permettendo alla mappa del mondo di evolvere grazie a chi, con il proprio impegno, traccia non soltanto nuovi luoghi ma un futuro condiviso.
Immagine: State of the Map 2009 – Group photo di Miguel Gil, CC BY-SA 2.0, da Wikimedia Commons